Ci sono automobili che racchiudono in sé un’intera epoca di innovazione e competizione. Tra queste, la Porsche 904 Carrera GTS occupa un posto speciale: leggera, stabile e spinta dal celebre quattro cilindri che i tedeschi chiamavano “l’orologio” per la sua precisione meccanica. Presentata al Concorso d'Eleganza Varignana 1705, questa vettura non solo ha scritto pagine importanti della storia delle corse, ma rappresenta anche l’unione perfetta tra ingegno tecnico e bellezza senza tempo.
Qual è la storia dell’auto che ha portato?
“Ho portato una Porsche 904 Carrera GTS. È una vettura che amo molto per la sua leggerezza, la sua incredibile stabilità e per il suo motore quattro cilindri – il Fuhrmann Motor – che i tedeschi chiamavano die Uhr (l'orologio) perché ha dei componenti che sono talmente piccoli, come se fossero quelli di un orologio. È un motore estremamente performante ma che ha una sua complessità e necessita di più di 200 ore di messa a punto da parte di un meccanico ben addestrato. Detto questo, è una macchina nata per competere contro la Ferrari Dino nel campionato di montagna e devo dire che in Porsche hanno trovato una soluzione piuttosto efficace”.
Da quanto tempo possiede l’auto?
“Possediamo la vettura dal 2018. Questa vettura ha disputato la 1000 chilometri del Nürburgring due volte nel 1964 e 1965. Nel ’65, pilotata da Udo Schütz, si classificò 11ª assoluta e prima nella classe GT. Poi fu acquisita da un giovane Rudy Linz, pilota austriaco, che la utilizzò per correre nel campionato nazionale della montagna austriaco e che vinse con questa vettura”.
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Cos’ha di speciale l’auto?
“Quello che amo di questa vettura sicuramente è la sua meccanica, la soluzione tecnica non soltanto del motore ma anche della carrozzeria, che considero geniale da parte della Porsche. Allora non aveva le entrature per poter ottenere la collaborazione dei grandi carrozzieri italiani, che erano imbattibili nella produzione delle carrozzerie in alluminio. Anche perché alle case italiane non avrebbe fatto sicuramente piacere che i carrozzieri di casa lavorassero per la concorrenza tedesca. La Porsche si rivolse quindi alla Hankel, che all'epoca era ancora limitata dalle condizioni di guerra per cui non potevano produrre aerei militari. Misero a disposizione la loro esperienza per creare non qualche cosa di portante per volare, ma qualcosa di deportante e di leggero. Ed erano gli unici in grado di manipolare la vetroresina a livello industriale a quell'epoca e quindi fu un rapporto sinergico geniale e vincente”.
C’era un motivo particolare per possederla?
“Abbiamo acquistato questa vettura perché sebbene sia stata disegnata da Ferdinand Alexander Porsche, ha un design che troviamo che sia molto simile a quello delle vetture italiane degli anni ‘60, specialmente se noi guardiamo il retro della vettura. Quindi ha una linea assolutamente filante, con una aerodinamica che sembra di scuola italiana. È un oggetto meccanicamente preciso e di una bellezza pura e selvaggia”.
La Porsche 904 Carrera GTS è molto più di un’auto da competizione: è la dimostrazione di come il genio ingegneristico e la ricerca della leggerezza possano trasformarsi in pura eleganza. Con le sue linee filanti, che richiamano lo stile italiano degli anni ’60, e la sua meccanica precisa fino al dettaglio, rimane un’icona assoluta, capace di unire prestazioni, design e passione autentica.
Con questa intervista si chiude il capitolo 2025 di Storie di Eleganza, in attesa di tornare il prossimo anno con nuove voci, nuove storie e nuove icone su quattro ruote.